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UN CURRICULUM EFFICACE
Quando ci proponiamo per un posto di lavoro, presentiamoci al meglio sotto ogni profilo.
Distinguerci per la “qualità” complessiva della nostra candidatura, oltre che per la validità delle nostre competenze, qualifiche ed esperienze, costituirà un ulteriore vantaggio.
Cominciamo dunque con l’esibire un curriculum vitae ben scritto, impostato correttamente nei contenuti e nella forma, accompagnato da una
lettera di presentazione appropriata.
Si farà leggere, esprimerà compiutamente chi siamo
e che cosa possiamo fare e susciterà l’interesse ad
approfondire la nostra conoscenza.
In poche parole: risulterà efficace. E otterremo una chance in più.
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Obiettivo & strategia
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Ricordiamoci che il cv serve a comunicare a un’azienda (o a una società di recruiting) il nostro profilo personale e professionale e promuovere la nostra candidatura. Dobbiamo allora pensarlo e predisporlo in modo da catturare l’attenzione del destinatario e produrre l’ascolto. Questo significa:
1. mirare il “messaggio”, perché lo stesso cv non può essere sempre valido per tutte le occasioni e il testo va modificato, integrato o aggiornato così da rivelarsi “ragionato” e finalizzato all’obiettivo: proporsi a quella precisa azienda, in modo motivato e al fine di ottenere un lavoro specifico (mostriamo tuttavia elasticità, offrendoci magari per aree diverse e affini)
2. essere strategici, ossia evidenziare le nostre capacità e risorse in funzione delle caratteristiche richieste da una data azienda o per una determinata posizione. Puntiamo al successo cercando di far leva sui nostri punti di forza, ma niente bluff: le informazioni devono essere sempre veritiere e non compromettere la nostra credibilità.
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Caratteristiche di forma e di stile
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Esauriente, ma conciso: nel cv dobbiamo fornire in modo completo tutte le informazioni necessarie a stabilire se la nostra candidatura può essere valida, ma non dobbiamo essere prolissi né, al contrario, troppo stringati o superficiali. Due pagine devono bastare.
Personalizzato: il cv va adattato alla singola azienda, tenendo conto delle sue caratteristiche (settore, filosofia) e delle professionalità che richiede. Rendiamo quindi interessante la nostra candidatura esponendo competenze ed esperienze in modo opportuno ed efficace: selezioniamo le più pertinenti e quelle utili a mettere in risalto le nostre doti più “appetibili”, adottiamo uno stile confacente e scartiamo informazioni poco significative
Diretto: scriviamo in prima persona e con scioltezza, ma senza scivolare in espressioni troppo disinvolte o eccedere in vivacità
Chiaro e scorrevole, ma non piatto: usiamo un linguaggio chiaro e preciso, privo di pomposità o formalismo burocratico. Niente ripetizioni, giri di parole e frasi contorte, generiche o banali. Una rilettura a voce alta sarà utilissima: servirà ad ascoltare “come suona”, verificando leggibilità e scorrevolezza
Corretto, assolutamente corretto: niente errori. Il cv va scritto a computer (mai a mano, eccetto la firma) e la correzione ortografica e grammaticale è indispensabile. Il testo va riletto più volte attentamente
Graficamente gradevole: scegliamo anzitutto una carta bianca e di buona consistenza e impostiamo il documento (margini, carattere, spaziatura) in modo che risulti visivamente attraente, arioso e ordinato, con sobrietà e coerenza.
Dobbiamo agevolare e “guidare” la lettura: paragrafi staccati, titoli in evidenza, neretti e corsivi per differenziare ed enfatizzare, senza mai eccedere e appesantire.
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Contenuto
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Il cv descrive il nostro profilo formativo e professionale, integrato da alcune informazioni di carattere personale.
Dati anagrafici
Queste informazioni si riportano generalmente nell’intestazione, in cima alla pagina.
Sono essenziali nome e cognome, indirizzo, numero/i di telefono (può essere utile fornire più recapiti), eventuale indirizzo e-mail. Si possono indicare anche luogo e data di nascita, cittadinanza (se diversa dal paese in cui ha sede l'azienda), stato civile e posizione relativa al servizio di leva.
Percorso di studi
Per un neolaureato è la sezione da mettere in primo piano, probabilmente la più corposa. Include i titoli di studio e il percorso formativo, elencati in ordine cronologico inverso (dal più recente al più distante nel tempo) e tenendo conto del rispettivo grado: dottorato di ricerca, master, specializzazione, laurea, diploma di scuola superiore (non andate oltre, non serve).
Data e istituto/ente vanno sempre indicati, così come la votazione di laurea. Il titolo della tesi è un’informazione significativa solo quando sia attinente al settore o ambito operativo dell’azienda.
Sempre se (e solo se) attinenti alla specifica professionalità per cui ci si candida, si segnalano in questa sezione anche corsi e seminari frequentati, con relativa data e durata (evitiamo però di inserire questo paragrafo solo per menzionare un corso di mezza giornata…).
Infine le conoscenze linguistiche e informatiche, indicando il livello di padronanza effettivo.
Esperienze formative e professionali
Le nostre esperienze extrascolastiche potrebbero non essere molte e magari poco inerenti la figura o le competenze che interessano all’azienda, ma ricordiamoci che potranno risultare decisamente interessanti come indicatori di attitudini, capacità e potenzialità.
Riportiamo dunque, sempre in elenco cronologico inverso, le esperienze lavorative (anche se brevi) e gli stage (di almeno 1 o 2 mesi). Occorre essere precisi ed esaustivi, per quanto sintetici: vanno sempre specificate mansioni e attività svolte, illustrando per quanto possibile obiettivi e risultati.
Considerando l’azienda cui ci rivolgiamo e l’area o il profilo/ruolo per cui ci si propone, dovremo far emergere tutto ciò che può valorizzare le nostre risorse: comunicativa e capacità di relazione, concretezza, motivazione, orientamento ai risultati, predisposizione a lavorare in team, abilità organizzative o altro.
Note personali
In questa parte completiamo il profilo personale indicando i reali interessi extraprofessionali o le particolari attività culturali e sociali cui ci dedichiamo. Limitiamoci però a selezionare ciò che effettivamente può servire all’interlocutore per avere un quadro più definito della nostra personalità.
Infine, ricordiamoci di inserire la frase di autorizzazione al trattamento dei dati personali in conformità alla legge n. 675/96.
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Lettera di presentazione
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Il curriculum vitae è introdotto da una lettera di presentazione sia quando proponiamo un’autocandidatura all’azienda sia quando rispondiamo a un annuncio di lavoro. La lettera ha tre scopi importanti:
1. spiegare le nostre motivazioni, ossia perché inviamo il cv e che cosa ci ha spinti a contattare l’azienda
2. rilevare i nostri “plus”, cioè gli elementi che ci distinguono e che riteniamo possano tradursi in valore aggiunto per l’azienda: qui possiamo anticipare conoscenze o qualità specifiche rilevanti ai fini della candidatura (per esempio un master ad hoc o un’esperienza formativa/lavorativa qualificante)
Se abbiamo deciso di proporci significa che siamo interessati a lavorare per loro: perché? Questo è il momento di dirlo. Le ragioni potranno essere molte: abbiamo impostato il nostro percorso di studi proprio puntando su quel settore, conosciamo l’attività e i progetti aziendali e siamo stimolati a impegnarci in quella direzione, intravediamo sbocchi professionali nei quali potremo esprimere al meglio alcune nostre attitudini e vocazioni (e diciamo quali), siamo motivati a crescere in un determinato ambito o ruolo e crediamo nelle opportunità formative previste...
Insomma, facciamo capire con quale cognizione e determinazione abbiamo scelto quell’azienda o quell’offerta di lavoro, quanto valore diamo alla collaborazione che potremmo avviare, perché siamo particolarmente qualificati per quel lavoro e su quali competenze e disponibilità potrà contare l’azienda.
La nostra lettera deve subito far intendere che potremmo essere “un buon acquisto”, suscitando in chi la legge l’interesse a valutare la nostra candidatura. Il cv non verrà cestinato e si prospetterà un colloquio.
Scriviamo però una lettera efficace:
● personalizzata e diretta quello specifico destinatario, come il cv
● breve, contenuta in circa mezza pagina
● attraente nel contenuto, se possibile anche con un pizzico di originalità, per invogliare alla lettura del cv
● credibile, che dia un’immagine veritiera di noi e della nostra affidabilità.
Ricordiamo di intestarla come il cv (con i nostri dati) e di firmarla (a mano).
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NON fare queste cose
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● scrivere il cv o la lettera di presentazione a mano
● inviare il documento in fotocopia: sempre e solo in originale, firmato di pugno
● apportare correzioni visibili o a mano
● allegare foto, referenze professionali, attestati o documentazione (a meno che non venga richiesto)
● inserire riferimenti alla retribuzione (eccetto nei casi in cui venga espressamente richiesto)
● superare le due pagine per il cv e la mezza pagina per la lettera accompagnatoria
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Check list
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Ecco una lista di controllo prima dell’OK definitivo.
● rilettura finale
● correzione ortografica
● rilettura a voce alta
● eliminazione di ripetizioni
● revisione paragrafi troppo lunghi o frasi contorte
● omogeneità stilistica (stile e dimensione dei titoli, spaziature, uso uniforme delle maiuscole, uniforme grafia dei termini stranieri)
● completezza dei dati anagrafici
● completezza dei dati relativi a esperienze di studio, formative e professionali (data, istituto, durata, votazione) e ordine cronologico inverso
● destinatario esatto e indirizzo completo
● inserimento autorizzazione al trattamento dati
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