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UN COLLOQUIO VINCENTE

Il colloquio di selezione è un momento di scambio reciproco di informazioni.

Per l’azienda è finalizzato a:
1. verificare quanto il profilo professionale che abbiamo descritto nel curriculum vitae corrisponda effettivamente alla realtà
2. approfondire vari aspetti della nostra “storia” formativa e della nostra personalità
3. completare la valutazione della nostra candidatura per l’avvio di un eventuale rapporto di lavoro

Da parte nostra, abbiamo la possibilità di:
1. rafforzare la nostra candidatura fornendo ulteriori elementi utili a delineare il nostro profilo personale e professionale
2. conoscere meglio l’azienda: l’attività, l’organizzazione, gli obiettivi, i progetti futuri
3. valutare in dettaglio le caratteristiche del lavoro, le prospettive che offre, le opportunità formative.

Ricordiamoci che averlo ottenuto è già un successo: vuol dire che siamo riusciti a far breccia, il che rappresenta un vantaggio rispetto ad altri candidati.
Dunque sfruttiamolo bene, perché a questo punto ci giochiamo davvero tutto.
Avremo a disposizione circa 45-60 minuti per convincere il selezionatore (responsabile della funzione aziendale o consulente esterno incaricato) che siamo proprio la persona giusta.



Come prepararsi prima
Come comportarsi
NON fare queste cose

Come prepararsi prima

Documentiamoci sull’azienda: il mercato in cui opera, l’attività e la storia, la filosofia, l’immagine ecc.

consultiamo documentazione aziendale, spesso reperibile in Internet (report annuale, brochure e pubblicazioni varie)
cerchiamo dati e notizie sui mezzi di informazione
facciamo networking: contattiamo chi può esserci d’aiuto in questa ricerca (un amico che lavora nel settore, un conoscente che ha esperienza in quell’ambito professionale ecc.).

Pensiamo alle domande che probabilmente ci verranno rivolte, per prepararci a rispondere nel modo migliore senza tentennamenti. Pensiamo anche alle domande che vorremo fare noi, sull’azienda e sulla posizione offerta.

Scegliamo i punti di forza su cui far leva, ripassando il curriculum per stabilire come mettere in luce tutto quello che può valorizzare la nostra candidatura:

fissiamo i punti che vorremo sottolineare
prepariamoci a illustrare le esperienze più qualificanti o di maggior successo
riflettiamo sugli argomenti che potremo approfondire.

Prepariamoci sui nostri punti deboli, per sapere come affrontare l’argomento.

proviamo a prevedere qualche domanda “critica”
dobbiamo individuarli e ammetterli serenamente, cercando però di inquadrarli in una prospettiva più ampia e di segno positivo: vediamoli come aree di miglioramento
pensiamo a come dimostrare che, essendone consapevoli, abbiamo noi stessi individuato gli antidoti ai potenziali rischi che rappresentano.

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Come comportarsi

Diamo una buona prima impressione perché non avremo una seconda possibilità per farlo:

arriviamo puntuali e annunciamoci
diamo una stretta di mano franca e decisa, ma senza ostentare eccessiva sicurezza
mostriamoci aperti e disponibili, evitiamo atteggiamenti di intransigenza o chiusura (niente braccia conserte)
manteniamoci tranquilli e sorridenti, capaci di reggere bene lo stress.

Ascoltiamo e parliamo perché il colloquio è una relazione, un processo a doppio senso ed è un momento importante per entrambe le parti. Il selezionatore ha interesse a farci parlare per capire come ragioniamo, come sappiamo interagire, come polemizziamo o sappiamo mediare. Vorrà capire che opinione abbiamo di noi e degli altri, quali sono le nostre aspirazioni e come pensiamo di raggiungerle. Noi dovremo capire le reali esigenze dell’azienda e valutare ciò che ci viene offerto. Dunque mostriamoci collaborativi e non limitiamoci a un atteggiamento passivo:

rispondiamo con attenzione alle domande, ma cerchiamo anche spazi per prendere noi l’iniziativa del discorso
chiediamo dell’azienda: mercato, organizzazione, obiettivi nel medio-lungo termine, responsabilità e prospettive della posizione proposta, progetti di formazione e attività di aggiornamento
argomentiamo le nostre risposte, le opinioni e le scelte, ma stiamo attenti a non parlare troppo: esaurienti, sì, ma con buona capacità di sintesi.

Positivi, concreti e creativi: dimostriamo di avere una visione positiva e concreta delle cose, di avere idee e capacità di intraprendenza, perché tutti cercano persone propositive e orientate alla soluzione dei problemi.

Attenti alla comunicazione non verbale: quello che comunichiamo con il nostro corpo va al di là delle parole ed è molto meno controllabile. Ricordiamoci che l’interlocutore ci “ascolta” anche osservandoci: i nostri gesti, gli sguardi, il tono della voce confermano o smentiscono le nostre affermazioni.

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NON fare queste cose

arrivare in ritardo o troppo in anticipo
dimenticare di portare una copia del cv
trascurare l’aspetto (presentarci in ordine è segno di serietà)
tenere il cellulare acceso
“bluffare” (il selezionatore se ne accorgerà e per noi sarà del tutto controproducente)
lasciarci andare a toni confidenziali, nell’intento di apparire socievoli
mostrarci esitanti nel rispondere
sottovalutare chi abbiamo di fronte (è addestrato a cogliere ogni segnale di incertezza, contraddizione o mala fede)

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